Villetta Barrea

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Villetta Barrea Stemma

Villetta Barrea (La Villa / La Vëllétta, in dialetto villettese) è un comune italiano di 653 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Borgo immerso nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è un attivo centro turistico bagnato dal Lago di Barrea. Dista 3 km dalla Riserva Naturale della Camosciara e 13 km dal valico di Passo Godi.
Il territorio dell'Alto Sangro fu abitato sin dal Paleolitico superiore come attestato dai ritrovamenti archeologici effettuati nella grotta "Achille Graziani". È probabile che i primi abitanti di questo territorio fossero gruppi di cacciatori provenienti da quote più basse, i quali raggiungevano periodicamente queste montagne alla ricerca di selce e di grosse prede. Alcune antiche necropoli testimoniano la presenza, almeno dal primo millennio a.C., di popolazioni stanziali che praticavano sia l'agricoltura che l'allevamento. Infatti, sono numerosi i luoghi di sepoltura rinvenuti nelle vicine località di Val Fondillo e di Colle Ciglio, tutti riconducibili ad un periodo compreso tra il VI secolo a.C. e il V secolo a.C.. Con il processo di romanizzazione che seguì le guerre sannitiche nell'Alto Sangro si affermò la pastorizia transumante verso l'odierna Puglia settentrionale. Sembra risalire all'VIII secolo l'edificazione del monastero benedettino di S. Angelo in Barreggio, distrutto nel 937 in seguito ad una incursione ungara. Questo monastero si trovava nell'area dell'odierno cimitero di Villetta Barrea. Successivamente, lo Studio, un monastero-fortilizio, venne costruito su di una rupe a picco sulla Foce di Barrea per iniziativa del monastero di Montecassino, presente con i suoi monaci nella zona a partire dal 1017, quando l'intera area venne ceduta dal monastero di S. Vincenzo al Volturno. L'origine, però, dell'abitato di Villetta Barrea, fu coeva allo spopolamento di Rocca Intramonti, antico centro abitato sorto ai piedi della Camosciara, abbandonato dai suoi abitanti tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV secolo, periodo nel quale il nascente borgo viene indicato con i nomi di Villa Valis Regiae e Villa di Varreggia. Inoltre, verso la metà del XV secolo ci fu la ripresa dell'industria armentizia promossa da Alfonso I di Napoli, il quale, istituendo nel 1447 la Regia dogana della Mena delle pecore di Foggia, riaprì i tratturi. Il nuovo agglomerato divenne feudo prima dei Caldora, poi dei De Requenses, ai quali seguirono i D'Afflitto e i Caracciolo di Melissano.

 

 

 

Attività:
Visita borgo
 € 80,00
Visita al museo dell’acqua  € 1,00
Visita Museo della torre medioevale 
 € 1,00
Degustazione dei prodotti topici (miele e derivati)  € 1,00
Laboratorio didattico “A pranzo con la storia”
 da concordare
Visita alle aziende locali:
- “La Grancia di sant’Angelo” – Borgo fattoria didattica allevamento vacche
- “L’ape e l’orso” – Azienda di miele e derivati

 

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