Popoli

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Popoli Stemma

Popoli (anticamente Pagus Fabianus) è un comune italiano di 5 000 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo.
Da vedere:
• Taverna ducale Cantelmo (XIV secolo): edificio militare costruito dai Cantelmo, come dogana di accesso al borgo. Oggi è un museo. L'edificio si distingue per il ricco portale gotico e per la facciata decorata da blasoni delle famiglie che possedettero il feudo dopo i Cantelmo.
• Chiesa di S. Francesco (XV secolo): chiesa principale, la più interessante dal punto di vista artistico. Fu fondata come convento francescano nel XIII secolo; le più antiche notizie sono tratte da un catalogo di frate Paolino da Venezia (1334) dove cita la chiesa nella custodia della diocesi aquilana.La chiesa fu ricostruita nel 1480, e restaurata nel 1688 con il completamento della parte superiore della facciata. L'interno attuale è frutto di rimaneggiamenti tardo barocchi dopo il terremoto del 1706. Nel 1714 fu completata la parte superiore del campanile. La facciata è l'elemento più interessante, divisa in due settori: la base gotica, e la parte superiore barocca. In basso si apre un portale romanico a tutto sesto, con strombature gotiche. In asse col portale si trova il rosone in architettura gotica sulmonese, con la rosa sagomata ad ovoli e fusaiole, e contornata da quattro lobi con simboli degli Evangelisti. La parte superiore barocca, oltre il cornicione marcapiano, è più slanciata ed è abbellita da statue di santi, tra i quali San Giorgio a cavallo, al centro. Il campanile turrito ha pianta medievale, ma la sommità è barocca. L'interno è a navata unica, in intonaco bianco ed ha aspetto neoclassico, con un altare marmoreo del 1742 nella cappella di destra, con affresco rinascimentale della Deposizione di Giovanni di Sulmona. Nella cappella sinistra dedicata a San Francesco c'è un paliotto in maiolica di Castelli, realizzato da Francesco Antonio Grue.
• Chiesa dei SS. Lorenzo e Biagio (XVI secolo): appartiene al gruppo delle "due chiese gemelle", con la Santissima Trinità. Benché sia una delle chiese più antiche della città, oggi si presenta in modesto stile barocco. Venne citata da Pasquale II nel 1142, nel 1562 fu ricostruita in forme rinascimentali, e nuovamente restaurata nel '700, perdendo lo splendore medievale. L'interno conserva tre navate, ancora riconoscibili nell'originale aspetto medievale, sulla destra c'è il monumento funebre del vescovo Tolomeo di Corfinio; l'altare maggiore marmoreo fu scolpito da Nicola Mancini di Pescocostanzo (1745-1746), il coro ligneo è dei fratelli Bencivenga da Raiano. La facciata è molto semplice, con tre portali; dopo la cornice marcapiano l'insieme diventa più slanciato, ornato da un finestrone centrale.
• Chiesa della SS. Trinità (XVI secolo): legata alla chiesa di San Lorenzo, ha una facciata molto più ricca e scenografica. Risale al XVI secolo, ed è stata completata nel 1734 con elargizioni di papa Gregorio XIII.La chiesa appare come un blocco unitario a pianta circolare, sopra cui si eleva la cupola su un tiburio ottagonale. La sobria facciata alterna nicchie e finestrelle, creando contrasto di luci e ombre, si articola in tre spazi separati da quattro paraste. A dare maggiori slancio alla facciata sono quattro anfore di pietra collocate sulla trabeazione. Il portale è chiuso da archivolto circolare, così come la finestra sovrastante. Il campanile turrito ha pianta parallelepipeda, terminante con cuspide, l'interno è piuttosto semplice, conservando di interesse una pala d'altare del 1557, altare ligneo seicentesco e una statua della Trinità del 1712. Le pitture in affresco presso la cupola sono di Giambattista Gamba.
• Chiesa di S. Rocco (XVII secolo): La famiglia baronale Muzj la fece erigere dopo la peste del 1656 (i morti furono 1546 contro 650 superstiti) e la rinnovò in epoca barocca insieme al proprio palazzo al quale essa è annessa. Innalzata in onore di S.Rocco per porre il Santo taumaturgo a guardia e difesa contro il ritorno di quella pestilenza che D. Abbondio aveva già definita" perfida ed Infame".
• Chiesa di San Domenico (XVII secolo): sul viale Giuseppe Mazzini, è del XVI secolo, ma è stata ristrutturata dopo il 1706. Presenta un aspetto barocco a pianta rettangolare con bracci del transetto sporgenti, e un abside semicircolare. La facciata è divisa in due livelli da cornice marcapiano, e verticalmente da due paraste. Il portale maggiore è ornato da un timpano curvilineo, con sopra in asse un finestrone. Il campanile è a torre, con la cuspide a cipolla di matrice napoletana.
• Chiesa della Madonna delle Grazie (XVII secolo): sorta come chiesa rurale ai margini del borgo, fu costruita nel 1576, ed è stata restaurata nel 1802. Presenta una facciata in stile rinascimentale con portale decorato da timpano e oculo centrale, ornato da cornice. All'interno spicca l'altare maggiore ricco di intarsi. Due coppie di colonne, una tortile e l'altra scanalata, sormontate da capitelli corinzi, sorreggono un archivolto spezzato, dominato da timpano modanato. La cimasa racchiude la tela del Padre Eterno (XVIII secolo), mentre le pareti laterali presentano dipinti del XVII attribuiti a maestranze abruzzesi, raffiguranti il Martirio di San Bartolomeo - Sant'Emidio protettore dei terremoti - San Bonifacio - San Francesco di Paola taumaturgo - Sant'Anna e San Raffaele.
• Castello ducale Cantelmo (IX-XV secolo): Il Castello di Popoli è una costruzione realizzata a scopo difensivo nel X secolo, tra il 970 e il 1016 per il volere dei vescovi di Valva, diocesi a cui era soggetta Popoli. Situato a 485 metri sul livello del mare, rappresentava uno dei primi Castelli della Valle Peligna e di fondamentale importanza visto il ruolo che Popoli avrebbe assunto negli anni a seguire, in qualità di "Chiave dei tre Abruzzi". Il castello aveva una struttura a pianta triangolare con tre torri, il tutto circondato da una doppia fila di muro attorniato dal fossato. Nel 1269 passò ai Cantelmo che seppur mantennero il feudo di Popoli fino al XVIII secolo, deciso di abbandonare una volta che fu costruito il Palazzo Ducale in città verso la fine del Quattrocento. Da allora, è rimasto abbandonato fino al 1997, anno in cui l'amministrazione comunale decise di attuare un restauro. È possibile osservare il Castello anche di notte, grazie all'installazione di un impianto di illuminazione che crea uno scenario molto suggestivo.
• Palazzo Ducale Cantelmo (XV secolo): fu costruito alla fine del '440 da Giovanni Cantelmo, nel centro cittadino. Il palazzo fu terminato due secoli più tardi, presentando un elegante androne d'ingresso, cortile a pianta trapezoidale, loggia a tre arcate e una serie di finestre. Il cortile è la porzione meglio conservata, poiché il palazzo ha subito varie ristrutturazioni. L'ingresso principale si raggiunge da scalinata sormontata da un amscherone di età romana, raffigurante Giove. La facciata ha stile neoclassico, restaurata nel 1824.
• Palazzo Muzj (XVII secolo): si trova accanto la chiesa di San Rocco, e presenta aspetti tipici gentilizi barocchi. Il portale di ingresso è l'elemento di maggiore spicco artistico, realizzato tra il 1760 e il 1767: presenta due colonne laterali che sorreggono la balaustra del balcone maggiore, in asse col portale. Tali colonne inquadrano la cornice curvilinea del portale, di aspetto rinascimentale, con bassorilievi di figure geometriche e girali vegetali e animali. Al centro del timpano c'è lo stemma del casato.
• La Riserva naturale Sorgenti del Pescara, istituita nel 1986, riguarda le sorgenti della Pescara le cui acque fuoriescono da quattro caverne e formano un laghetto chiamato Capo Pescara, le cui acque sono di eccezionale purezza. La limpidezza delle acqua permette l'attività fotosintetica fino a 4-5 metri di profondità, ovvero fino ai punti più profondi. Tra la vegetazione annoveriamo la cannuccia di palude, la lenticchia d'acqua, la tifa e il giglio d'acqua. Lungo le sponde vi crescono salicie pioppi. Riguardo alla fauna, si possono trovare la trota fario, la salamandra pezzata, il tritone crestato, la gallinella d'acqua, la folaga e il tuffetto. La riserva, estesa su una superficie di 49 ettari e contornata da 89 ettari di protezione esterna, ha ottenuto il riconoscimento dell'Unione europea come sito d'importanza comunitaria. La pressione antropica minaccia la bellezza del posto, di notevole interesse paesaggistico e faunistico. La riserva è tagliata in due dal cavalcavia dell'autostrada e dalla ferrovia Pescara-Roma; si aggiunga anche l'attuale sfruttamento di una cava (Colle Pizzuto), visibile a chi discende la statale che collega L'Aquila a Popoli, o la strada comunale tra San Benedetto in Perillis e il comune di Popoli. Nonostante tutto ciò la riserva di Capo Pescara rimane un posto unico nel suo genere.

 

 

 

Attività:
Visita borgo
 gratuito
Visita al sito naturalistico “Sorgenti del fiume Pescara”(in base al numero di studenti)  € 3,00
€ 5,00

 

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SCHEDA ADESIONE

 

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