Pescolanciano

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Pescolanciano Stemma

Pescolanciano (Pesculangiànë in molisano) è un comune italiano di 850 abitanti della provincia di Isernia, in Molise. Per la sua posizione geografica è considerato la "porta dell' Alto Molise". Fu feudo, confinante col vicino borgo di Santa Maria dei Vignali, abbandonato dopo il terremoto del 1456, era attraversato da un importante nodo di comunicazione, che collegava le alte località dell'Appennino centrale abruzzese con quelle costiere del “Tavoliere di Puglia”. Questo percorso “tratturale” (Lucera-Castel di Sangro, Pescolanciano-Sprondasino, Sprondasino-Castel del Giudice) era utilizzato non solo dai numerosi pastori e dai loro animali, transumanti in direzione del mare o montagna a seconda delle stagioni climatiche, ma anche da comuni viandanti e da pellegrini diretti in Terra Santa. Questi tratturi divennero, pertanto, nel corso dei secoli (XIV-XVIII) itinerari strategici sia sotto l'aspetto economico, per le entrate fiscali (fida) garantite dall'attività di transito della pastorizia, sia perché costituirono il diretto collegamento da Roma ai porti pugliesi, all'epoca dei pellegrinaggi e delle crociate. Ciò spiega la presenza lungo tali percorsi di torrioni, castelli, monasteri e chiese ove si celebravano svariati culti e veneravano Santi protettori; strutture queste che risultano essere state difese da raggruppamenti di cavalieri Templari, Teutonici e Gerosolimitani. Il castello di Pescolanciano è arroccato su uno sperone di roccia ai piedi del monte Totila e sotto di esso si sviluppò il borgo medioevale con le sue mura perimetrali con accessi all'abitato tuttora visibili. Il forte assolse a compiti di difesa e ospitalità sia sotto i feudatari Carafa che sotto gli Eboli, sin dal XIII secolo. Queste secolari funzioni del borgo e del suo maniero ricevettero “nuovo impulso” con l'avvento di nuovi feudatari. Il feudo di Vignali e Pescolanciano fu, tra il 1576-1579, alienato da Andrea d'Eboli o sua nipote Aurelia a Rita Baldassarre, moglie di Giovanni Francesco d'Alessandro, dell'illustre Casato napoletano del Sedil di Porto che conta tra i suoi ascendenti un Templare Guidone, crociato inPalestina nel 1187, valenti ambasciatori del Regno Angioino e Aragonese, nonché l'illustre giurisperito-umanista del XV secolo, Alessandro d'Alessandro, discepolo del Fidelfo ed autore dei “Dies Geniales”. La baronia di “Pescolangiano” con i suoi feudi rustici limitrofi divenne ducato nel 1654 sotto il sesto barone Fabio Jr.(1628-1676) di Agapito (1595-1655). A questo personaggio si fanno risalire i primi lavori di abbellimento, ampliamento e di consolidamento della struttura fortilizia che fino ad allora doveva essere stata composta da una torre maschio ed una cilindrica, nonché da un corpo a “bastione” merlato a “scarpa”. Al citato personaggio e suo padre si attribuiscono una serie di interventi di modifica dell'originaria configurazione del castello. L'ingresso, in principio presso la torre maschio lato nord-est, dal quale le persone avevano accesso probabilmente utilizzando scala retrattile, venne chiuso e riaperto con ponte levatoio, finito nel 1691. Il cortile esterno, precedentemente a gradoni rocciosi, fu fatto spianare in questo periodo e vi furono edificate delle costruzioni dette “pertinenze”, tra cui la “guardiola” con il suo balcone seicentesco arabescato. Mentre fu costruita una chiesetta gentilizia al centro del fortilizio, i cui lavori di arricchimento con marmi intarsiati, decorazioni a stucco e dipinti vennero ultimati nel 1628. Il luogo sacro, per volere del duca Fabio Jr., ospita dal 1673 il "corpo santo" del martire Alessandro, pervenuto da Roma con l'autentica dell'autorità religiosa competente. Il feudo di Pescolanciano acquisì sotto i d'Alessandro un'importanza maggiore per l'accresciuta economia agro-pastorale e soprattutto per il suo ruolo di sede centrale delle varie circostanti terre acquisite ed amministrate dal Casato, quali Castiglione, Carovilli, Civitanova del Sannio, Sprondasino, Civitavetere.

 

 

 

Attività:
Visita borgo
 € 20,00
Visita castello  € 20,00
Visita al museo Ceramica Civiltà Contadina 
 € 20,00
Visita all’ azienda locale denominata Birrificio

 

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