Fresagrandinaria

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Fresagrandinaria Stemma

Fresagrandinaria (Frò-išë in dialetto locale) è un comune italiano di 948 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. I primi insediamenti nel territorio risalgono ad almeno all' età del bronzo finale. In località Guardiola e, un po' dappertutto, sono stati ritrovati dei reperti archeologici. Fu territorio dei Frentani e, al tempo dei romani appartenne al Municipio di Histonium. Fu invaso dai longobardi (i quali si stabilirono nelle adiacenze del Trigno e del Treste come ci ricordano i toponimi Fara e Guardiola). E’ dunque molto probabile, se non certo, che da si sia stanziato un clan di etnìa frisona (germanica), da cui derivò poi il nome del paese.Il centro storico non ha un personaggio fondatore e neanche si conosce la data in cui esso sorse. Ma è ragionevole pensare che esso abbia origini risalenti al IX-X secolo quando gli abitanti dei tanti agglomerati rurali sparsi nelle campagne si riunirono costruendo le loro casette attorno e vicino alla rocca eretta sul Morgione. nel IX secolo il suo tenimento fu frequentato dai monaci benedettini che eressero la chiesetta di San Germano di Capua sulla sponda sinistra del Trigno e fondarono il Monastero di sant'Angelo in Cornacchiano sui ruderi della vecchia chiesa di San Martino sul Treste (menzionata da Leone Ostiense nell'829) a sua volta sorta sui resti di un antico tempio pagano dedicato alle dee Cibele, Venere e fors'anche Ercole. Nel 1060 fu occupata dai normanni di Puglia i quali lo cedettero in suffeudo, unitamente ad altri castelli della zona, ai baroni Grandinato anch'essi di origine nordica. Tale casata signoreggiò per secoli non solo su Fresa, ma anche su Dogliola, Lentella, Furci, Palmoli, Dogliola, Celenza sul Trigno, Montenero di Bisaccia e altrove come risulta nel Catalogus Baronum. La prima menzione del borgo, come quello di Palmoli, lo si trova in un atto rogato a Fresa il 1º maggio 1115 con il quale Ugone di Grandinato concesse all'abate Giovanni di San Angelo in Cornacchiano il castello e l'intero territorio di Dogliola. Questo borgo, tassato per 2 militi, fu feudo dei Grandinato fin verso il 1330 quando tale casato si estinse. Passò in dominio dei di Sangro e fu parte della baronìa di Monteferrante. Nel 1443 ne fu investito Paolo di Sangro, "capitano di gente d'arme". Nel 1583 fu acquistato da Giulio Gesualdo, principe di Venosa, i cui successori lo cedettero ai Chierici Regolari Teatini. Nel corso del primo ventennio del 1600 subentrarono i Caracciolo .Nel 1687, unitamente agli altri centri facenti parte del feudo, Fresa ottenne da Marino Caracciolo il rinnovo delle cosiddette Capitolazioni cioè uno statuto con cui si mettevano per iscritto diritti e doveri dei cittadini. I fresani si affrancarono dal giogo feudale con uno "strumento d'accomodo" nel 1804 ma sottoponendosi a forti spese annuali le quali finirono per motivare lunghissime liti legali portate avanti fino al 1930. Dapprima chiamato "Terra", successivamente "Università" rappresentato dal "Camerlengo", il paese assunse l'appellativo di "Comune" in epoca napoleonica (1810) quando era chiamato alla francese "la comune".

 

 

 

Attività:
Visita borgo
 gratuito
Visita al museo dell’emigrazione  gratuito
Degustazione dei prodotti topici “celli ripieni”
 

 

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