Civitacampomarano

banner cradle

Civitacampomarano Stemma

Civitacampomarano (Civëtë in molisano) è un comune italiano di 386 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise. Notizie del borgo risalgono all'epoca dei Sanniti. Secondo Tito Livio il centro combatté contro Roma nelle Guerre sannitiche fino al I secolo a.C, quando soccombette alla dittatura di Silla[3]. Dopo la caduta di Roma, Civitacampomarano era in epoca medievale (X secolo) un insieme di villaggi sparsi. Appare con il nome di Campomarano in un diploma dell'imperatore Ottone III di Sassonia, nipote di Ottone I il Grande, dell'anno 999, con il quale si confermava la donazione dell'anno 870, da parte del principe longobardo Arechi II, della chiesa di S. Angelo Altissimo (i cui resti sono ancora visibili su Monte S. Angelo nei pressi del tratturo Celano-Foggia) in favore della Badia di S. Sofia a Benevento. Il castello angioino è il principale monumento della città. Si erge nella parte centrale del paese su un crinale di arenaria, fra i torrenti Mordale, che attraversa la Cavatella, e il Vallone Grande, uno degli affluenti del fiume Biferno. Si sostituì ad una più antica torre di avvistamento, databile probabilmente intorno alla seconda metà del XII secolo e di cui si può ancora vedere il perimetro, messo in evidenza durante gli imponenti lavori di restauro della fine del secolo scorso. L'impianto così come lo vediamo oggi, invece, secondo gli studiosi dovrebbe risalire al XIII secolo, presentando l'edificio degli elementi architettonici tipici dell'epoca, sotto la dominazione angioina. La pianta è quadrangolare, scandita ai vertici da tre torri cilindriche, di cui due perfettamente conservate, mentre una, parzialmente distrutta, è stata ricostruita durante i lavori di restauro. Intorno alla struttura vi è un fossato che si affaccia sull'attuale Piazza Municipio, oggi colmato dal verde, ma che, dalla fine del Quattrocento in poi, separava il castello dalla cinta muraria occidentale. È ancora visibile, sull'estremo sud-ovest di questa, una quarta torre più piccola che fa parte, attualmente, di una delle case private costruite a ridosso delle mura. Sulla facciata orientale vi è un blasone con lo stemma di Paolo di Sangro e con ritratto un grifone con due gigli capovolti, simbolo della definitiva sconfitta da parte degli aragonesi (rappresentati dal grifone) sui rivali angioini (impersonati dei gigli) per la conquista del Regno di Napoli. Secondo alcuni studiosi, la presenza dei gigli capovolti è, nel contempo, il ricordo del tradimento del di Sangro ai danni dei d'Angiò. Ai lati dello stemma si trovano due feritoie sulle quali è ancora possibile vedere le tracce che le catene del ponte levatoio hanno lasciato, scavando la pietra. Il cortile interno presenta una piazzola con una fontana di origine incerta, la cosiddetta Fontana dei Fauni, rinvenuta dagli ultimi proprietari in agro di Montefalcone nel Sannio e collocata qui da essi. Per un lungo periodo fu considerata di origine sannita, ma non vi sono studi a riguardo che suffraghino l'ipotesi, la quale attualmente è considerata superata. Essa è costituita da un quattro figure zoomorfe simmetricamente disposte intorno ad una colonna centrale, alla sommità della quale vi è un basamento che attualmente non ospita niente. Secondo le teorie di uno storico dell'arte molisano, le quattro figure rappresentano dei fauni e potrebbe essere ispirata al lavoro di Pirro Ligorio, il quale aveva intrecciato ottimi rapporti con i Carafa della Spina, anch'essi feudatari per un breve periodo di Civitacampomarano. Tutt'intorno al perimetro del cortile, al di sotto del tetto, corre un sistema di grondaie, costituite da cocci in terracotta, che grazie ad intelligenti pendenze raccolgono l'acqua piovana e la convogliano, attraverso due pozzi, in una grande cisterna situata al di sotto del calpestio e della capienza di 120.000 litri. Anticamente provvedeva al fabbisogno idrico di tutto l'abitato. Dal cortile è possibile accedere sia ai locali di servizio e alle stalle, sia alle camere signorili situate al piano nobile, raggiungibili tramite una scala in pietra coperta. Dichiarato Monumento nazionale il 2 maggio del 1979 con Decreto del Ministero per i Beni e le Attività culturali, è stato acquistato dallo Stato nel marzo del 1988 e preso in consegna nel 1996.

 

 

 

Attività:
Visita borgo
 € 2,00
Visita castello  gratutio
Degustazione dei prodotti topici (li ciell)
 € 0,50

 

Scheda "ABITARE I LUOGHI" clicca QUI
Scheda per DIRIGENTE SCOLASTICO clicca QUI

SCHEDA ADESIONE

 

Calcola il percorso per arrivare sino a Civitacampomarano, clicca su "altre opzioni", verrai indirizzato alla mappa dove poter inserire il punto di partenza.