Le quinte della scuola Spataro IC1 di Vasto alla scoperta di Sepino

Scritto da Abitare i Luoghi

Cosa hanno in comune Histonium e Saepinum? Furono importanti città romane ed entrambe avevano le terme, perciò noi alunni della scuola Primaria G.Spataro IC1 di Vasto delle classi 5D e 5C, il 9 aprile 2019 abbiamo scelto di effettuare, nell’ambito del progetto “Abitare i luoghi “un viaggio d’istruzione alla scoperta di Sepino, uno dei più suggestivi borghi d’Italia ed il sito archeologico omonimo nella zona di Altilia.

 

Abbiamo avuto il piacere di essere ospitati dalla Scuola Primaria “Vincenzo Tiberio” dove abbiamo conosciuto gli alunni sepinesi, abbiamo cantato per loro il canto dialettale vastese “La scafette”, donato cartoline e recitato poesie della nostra città. E’ stato un iniziale simpatico scambio culturale: li aspettiamo in futuro qui a Vasto come ospiti!

Poi una guida turistica ha accompagnato noi alunni di Vasto e quelli di Sepino nella piazza del paese intitolata a Nerazio Prisco, grande uomo politico dell’epoca romana, lì abbiamo ammirato dall’esterno la casa di Vincenzo Tiberio, scopritore della penicillina e la fontana con quattro leoni.

casa tiberio1casa tiberio

In seguito, attraversando pittoresche viuzze medievali, siamo arrivati ad un edificio risalente al XII secolo su cui svetta un bellissimo campanile: è la chiesa di Santa Cristina, patrona del paese. Entrati nella navata centrale, la guida ci ha spiegato i cinque affreschi a tema religioso sulla volta, l’altare, le colonne, il transetto. Dopo siamo rimasti basiti dalla splendida” Cappella del tesoro” meravigliosamente colorata, contenente diverse statue di santi realizzate in rame ed argento da antichi artigiani, purtroppo non abbiamo potuto ammirare il mezzo busto di santa Cristina, (contenente anche una reliquia del suo avambraccio) realizzato con oro, argento e pietre preziose, perché era chiuso in una teca sopra l’altare.

Scesi nella cripta, molti di noi sono rimasti impressionati dalla rappresentazione, realizzata con statue, delle scene dei diversi martirii che ha subito santa Cristina: una “Santa bambina,” originaria di Bolsena, che si è convertita al cristianesimo e per questo ha dovuto sopportare tante sofferenze e persecuzioni persino dal suo stesso padre che voleva che adorasse gli dei pagani.

Uno dei ricordi belli che porteremo nel cuore, oltre alle meraviglie di questo paese molisano, è il saluto affettuoso dei bambini della scuola primaria ”Vincenzo Tiberio” che, finito insieme il giro di Sepino, sono risaliti sul loro pulmino e ci hanno salutato a lungo con le mani: in poco tempo eravamo già diventati tutti amici, i Sepinesi ed i Vastesi!

Nel primo pomeriggio, dopo un pranzo consumato tutti insieme in “armonia felice ed amicizia”, eccoci pronti a varcare una delle quattro antiche  porte dell’ antica Saepinum per immaginarci archeologi nello studio di questa antica città romana del II sec. d.C. che ha vissuto diverse vicende storiche, ma che ha visto il suo fiorire nell’epoca romana imperiale. Abbiamo percorso ed osservato la cinta muraria realizzata in “opus reticulatum”, con i resti delle torri di avvistamento, abbiamo percorso il cardo ed il decumano, le strade romane che attraversano la città e portano al foro, la piazza luogo d’incontro e di scambio intorno al quale c’era il macellum, ( il mercato) , la basilica ( il tribunale) con le sue belle colonne ancora con i capitelli, il tempio al dio Giove, edifici pubblici ed una parte di edifici privati e poi il complesso termale a ridosso delle mura con i suoi diversi ambienti. Certo le terme della nostra città di Vasto sono più belle perché sono state ritrovate le pavimentazioni fatte con  mosaici incantevoli e sono tenute meglio, quelle di Sepino ci sono sembrate più trascurate…magari, come ci ha spiegato anche la guida, tanti reperti meravigliosi sono ancora sotterrati e occorrerebbero altri scavi archeologici per riportarli alla luce .Tra i monumenti più belli da noi ammirati sicuramente c’è la Porta di Bojano che in alto presenta un’iscrizione che ci ricorda che è stata costruita dai figli dell’imperatore Tiberio e che, nell’arco di pietra, ha come chiave di volta il viso di un uomo barbuto e lateralmente è adornata da due uomini germanici.

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 Inoltre ci ha molto colpito il teatro in cui siamo entrati dal “tetrapilo”, un ingresso ad archi con colonne riservato solo ai nobili; è di forma semicircolare, abbastanza conservato, c’è ancora la parte dell’orchestra, dei camerini e sui suoi gradoni ci siamo seduti accarezzati dai raggi di un timido sole.

Chissà quanti begli spettacoli vi si svolgevano! Amavano divertirsi anche gli antichi, soprattutto i patrizi; ancora oggi, in estate viene usato per rappresentazioni teatrali all’aperto.

A conclusione della visita all’antica città romana, non poteva mancare una capatina al piccolo museo in cui abbiamo osservato tanti reperti di diverse epoche. All’ingresso c’erano reperti preistorici con pietre levigate e utensili vari ritrovate nel territorio, c’erano poi sale dedicate al periodo romano e medioevale. i hanno impressionato diversi oggetti come i primi trucchi delle donne, i rudimentali attrezzi da dentista, i lacrimatori, le boccettine, le olle, i piatti ed i vasi di ceramica nera.…

Questo sito, in epoche più recenti, ha visto il passaggio di uno dei principali tratturi, via d’erba per le greggi di pecore che effettuavano la transumanza, dall’Abruzzo alla Puglia, attraversando il Molise.

E’ stato bello vedere dal vivo quello che abbiamo studiato in geografia e storia. Sicuramente esplorare luoghi così significativi ci ha permesso di arricchire ed approfondire le nostre conoscenze e le nostre esperienze: ora il mondo romano ci è meno sconosciuto e più vicino.

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